La Società Geografica Italiana nell'ambito del programma Erasmus plus –Dialogo Strutturato– ha vinto il presente progetto con lo scopo di sensibilizzare i giovani alle attività politiche e civili, sia come singoli sia come gruppo, per suscitare l’interesse e la fiducia necessaria verso le istituzioni europee. Alla luce di quanto detto, si è scelto di affrontare 4 tematiche (Mobilità; Cultura; Patrimonio; Partecipazione) che possono maggiormente interessare i giovani e sulle quali si ritiene gli stessi abbiano un’opinione derivante da esperienze concrete. Le 4 tematiche saranno affrontate utilizzando un approccio "blended", ossia mediante un coinvolgimento sia su base fisica, sia su base virtuale mediante la creazione di una community on line. In particolare, si vuole porre in essere un ciclo di assemblee che simuleranno il funzionamento delle istituzioni democratiche europee, e nella fattispecie del Parlamento europeo, ripercorrendone tutte le fasi. Le simulazioni saranno funzionali a stimolare l’interesse giovanile e a organizzare e sistematizzare il dialogo con i decision-makers, attraverso un apprendimento pratico e con modalità non formali. Il progetto è rivolto ai giovani under 30 che nelle loro attività abbiano sviluppato un interesse con i 4 topic individuati, i quali non dovranno avere né una formazione specifica, né un ruolo sociale particolare. La selezione avverrà sulla base delle domande pervenute. Al termine de progetto, i partecipanti otterranno la certificazione Youthpass, in cui verranno attestate le capacità acquisite nel corso del progetto.

 

Risultati progetto Erasmus Plus “La Nuova Geografia Europea”

Premessa e risultati attesi

Il progetto “La Nuova Geografia Europea” nasce dall’esigenza di responsabilizzare i giovani, soprattutto quelli della fascia tra i 18 e i 25 anni, i quali spesso non sono consapevoli del ruolo che ricoprono nell’ambito politico e sociale, sia come singoli che come gruppo, e che a tal proposito non si sentono parte integrante e attiva del processo decisionale, neanche per ciò che attiene alle tematiche di loro maggiore e diretto interesse.

L’obiettivo perseguito dal progetto è stato quello di stimolare i partecipanti ad immedesimarsi nel ruolo di veri e propri decisori politici, chiamati a discutere e a ragionare su alcune precise tematiche per poi individuare possibili soluzioni in merito, secondo una prospettiva e una sensibilità modellata a partire dalle loro esperienze personali e quotidiane. Possibilità resa ancora più concreta e fattibile grazie al lavoro di supervisione svolto dalla presenza di policy makers, stakeholders ed esperti che, oltre a supervisionare i lavori assembleari, hanno avuto anche il delicato compito di stimolare la riflessione verso innovative strategie politiche per la gestione e la risoluzione dei problemi affrontati.

A rendere i lavori assembleari ancora più creativi è stata l’adozione di uno schema di lavoro basata sulla suddivisione in commissioni, cercando di equilibrare, ove possibile, il peso dei partecipanti, al fine di mantenere alto il livello di coinvolgimento e di partecipazione dei singoli componenti. Tale schema di lavoro ha consentito una maggiore focalizzazione sulle tematiche discusse ed ottenendo, così, dei contributi originali, rielaborati in una proposta legislativa unificata, condivisa e approvata dai partecipanti stessi nel rispetto dei principi di democrazia attiva.

Per stimolare il coinvolgimento dei giovani partecipanti al processo decisionale e, in particolare, alla capacità di sviluppare un’attitudine proattiva e critica verso la partecipazione alla vita democratica, si è optato per un approccio di tipo blended, strutturato in un coinvolgimento sia su base fisica, articolato in un ciclo di incontri e assemblee in cui simulare il funzionamento delle istituzioni democratiche europee, sia su base virtuale, mediante la creazione di una community online in cui vi potesse essere un confronto continuo e aggiornato sulle tematiche prescelte. Questa modalità di confronto blended è ritenuta essere vincente poiché permette un apprendimento pratico, diretto e soprattutto informale delle modalità di svolgimento del processo legislativo europeo e anche perché consente di instaurare un dialogo che vada oltre i tradizionali canali di comunicazione.

Le tematiche affrontate hanno riguardo topics quali la mobilità, la cultura, la partecipazione e il patrimonio. Si tratta di tematiche che sembrano apparentemente scollegate tra loro e lontane dagli interessi dei giovani, ma che in realtà rappresentano i temi di quotidiano confronto tra le giovani generazioni grazie i processi di globalizzazione in atto sia in forma fisica che virtuale, mediante il ricorso alle nuove tecnologie di comunicazione digitale.

Risultati dei lavori e proposta legislativa

I risultati del progetto in essere sono il frutto di un dialogo strutturato e continuativo tra i partecipanti che ha mostrato le potenzialità e le debolezze delle politiche giovanili europee, evidenziate non solo nelle assemblee svolte in sede, ma soprattutto attraverso i confronti a distanza realizzati mediante un apposito forum online e nel sito dedicato al progetto della Società Geografica Italiana, in cui sono stati caricati, confrontati e condivisi i dibattiti, le informazioni e le notizie relative alle tematiche affrontate, al fine di incentivare e promuovere un confronto critico, continuativo e costantemente aggiornato.

I lavori sono partiti dalla constatazione che la condivisione delle risorse, lo scambio di merci e il contatto tra le persone costituiscono gli elementi fondamentali per comprendere il vero significato di Unione Europea e il concetto di cittadinanza europea. L’interrelazione tra gli Stati membri attraverso lo scambio sempre più intenso di beni, idee e individui può contribuire sensibilmente al rafforzamento di quel sentimento di fratellanza e di identità comune europea che ancora stentano a consolidarsi tra gli abitanti dell’Unione Europea. Il crescere di contrapposizioni e di diversità tra i Paesi membri è ancora più avvertito nei momenti di insorgenza di crisi ambientali, culturali, economiche e sociali. Ecco che si avverte sempre più la necessità di creare un Centro di Coordinamento Europeo efficace ed efficiente, dotato di una forte autonomia nel potere decisionale e d’azione oltre che di adeguate risorse economiche e fisiche, affinché sia in grado di rispondere alle criticità nei settori afferenti le questioni della mobilità, della cultura, della partecipazione e del patrimonio, che sono i veri pilastri che danno vita e senso all’Unione Europea.

La realizzazione di un Centro di Coordinamento Europeo rappresenterebbe uno strumento efficace in grado di affiancarsi alle istituzioni già esistenti, sia nazionali che comunitarie, per intervenire secondo un principio di sussidiarietà e, nel caso di eventi e situazioni critiche, anche in sostituzione delle autorità e degli enti territoriali preposti o su esplicita richiesta degli stessi Stati membri. Il Centro di Coordinamento Europeo consentirebbe di supportare quei progetti e quegli interventi necessari nei settori sopra indicati grazie al ricorso di esperti e di personale qualificato composto di volta in volta da individui provenienti da ogni singolo Stato membro, ma con una quota maggioritaria riservata a quelli provenienti dagli Stati membri in cui è richiesta l’azione o in cui si verifica la necessità di intervenire per sanare le criticità emerse. Questo meccanismo di cooperazione consentirebbe di intervenire nel pieno rispetto delle realtà territoriali di azione, valorizzando e stimolando le eccellenze presenti a livello territoriale in maniera tale da ottenere maggiore consenso e approvazione da parte della comunità interessata dalle azioni da implementare. Ciò permetterebbe una maggiore accettazione degli interventi necessari e al tempo stresso di attenuare la percezione negativa degli interventi richiesti da parte della comunità locale, che spesso considera gli interventi provenienti dalle istituzioni europee quali elementi estranei e calati dall’alto, finendo per vanificare gli effetti e i risultati sperati proprie perché poco conformi alle caratteristiche territoriali delle aree di intervento.

La flessibilità e l’adattamento organizzativi e operativi del Centro di Coordinamento Europeo devono essere accompagnate da una necessaria e sostenuta campagna di comunicazione verso i cittadini europei, affinché conoscano le finalità del Centro e vi si possano rivolgere, in maniera anche attiva e diretta, per segnalare le criticità avvertite a livello locale e richiedere, dunque, un intervento incisivo nel caso gli stessi non siano risolvibili col solo contributo delle autorità territoriali preposte e già esistenti. In tal modo, si ritiene che sia possibile realizzare un vero organismo europeo, accettato e multitasking, in grado di sopperire alle carenze riscontrabili a livello locale riducendo, dunque, la percezione di lontananza delle istituzioni comunitarie attribuita da molti cittadini europei, specie di giovane età.

Alcuni esempi emersi a livello di dibattito riguardanti gli aspetti della mobilità, della cultura, del patrimonio e della partecipazione permettono di comprendere le possibili modalità di funzionamento della proposta del Centro di Coordinamento Europeo.

Dal punto di vista della cultura, un aspetto di applicazione del Centro suddetto potrebbe riguardare il miglioramento del funzionamento del sistema Erasmus tra gli istituti culturali che svolgono formazione a diversi livelli di apprendimento. La presenza e il coordinamento da parte del Centro di Coordinamento Europeo permetterebbe la creazione di un’entità unificata e valida per tutti gli Stati membri, per consentire di ridurre le discrepanze di funzionamento, di organizzazione e di valutazione attualmente esistenti a livello comunitario. In tal modo, si spera di intervenire in particolare negli enti di formazione locale che presentano le maggiori carenze pur tenendo conto delle peculiarità di formazione proprie di ogni istituzione culturale, cercando così di raggiungere una maggiore standardizzazione nell’erogazione dei servizi di apprendimento senza eliminare e stravolgere le peculiarità dei processi di formazione proprie di ogni ente che agisce a livello territoriale, ma cercando piuttosto di raggiungere un compromesso soddisfacente tra i parametri comunitari e quelli locali.

Passando al tema della mobilità, le carenze nelle infrastrutture e nei sistemi di trasporto che affliggono diverse aree europee potrebbero essere superate mediante l’intervento del Centro di Coordinamento Europeo per fornire le giuste risorse economiche e tecniche, in aggiunta e/o in sostituzione a quelle erogate dalle autorità locali competenti, per cercare di raggiungere dei parametri di riferimento armonizzati, sotto il profilo qualitativo che quantitativo, rispetto agli obiettivi fissati a livello comunitario, senza imporre delle soluzioni standardizzate ma create ad hoc per fronteggiare le singole problematiche. Questo meccanismo sarebbe in grado di diversificare gli interventi richiesti tenendo conto del livello di difficoltà di partenza e delle condizioni iniziali esistenti, senza creare dei vincoli insormontabili che preluderebbero il conseguimento degli obiettivi comunitari. Un esempio pratico riguarderebbe anzitutto il tema della mobilità sostenibile e delle soluzioni esistenti implementabili che andrebbero modificate in virtù delle differenti criticità esistenti a livello locale e tra le realtà urbane e quelle rurali, cercando di raggiungere una soluzione accettabile, fattibile e soprattutto condivisa da parte degli utenti locali.

Nel caso del patrimonio e della partecipazione, la presenza di un’eredità, tangibile e intangibile, da conservare, promuovere e valorizzare quali elementi caratterizzanti ogni singola realtà territoriale, configurerebbe l’intervento del Centro di Coordinamento Europeo quale strumento di potenziamento e di supporto alle iniziative di promozione avviate a livello locale, cercando di preservare quegli elementi di tipicità e di folklorismo locale attraverso la creazione di canali di accoglienza, di divulgazione e di finanziamento specifici in grado di tutelare le diversità patrimoniali locali e di aiutarle a competere con le altre realtà più note e strutturate, secondo un’ottica di integrazione e di differenziazione delle eredità culturali esistenti. L’obiettivo ricercato è quello di creare un canale di promozione e di pubblicizzazione che valorizzi e integri pienamente tutte le bellezze locali, note e meno note, attraverso un contributo diretto e proattivo che veda i residenti quali custodi, protagonisti e promotori delle attività di valorizzazione culturale.

Infine, passando al caso della tematica della partecipazione, la presenza di un Centro di Coordinamento Europeo può rappresentare lo strumento per favorire l’interscambio e promuovere un maggiore dialogo in senso cooperativo sia tra gli individui delle differenti fasce d’età che tra le diverse culture locali presenti a livello europeo e sia in quei gruppi culturali extracomunitari in forte crescita. La creazione di canali e strutture di informazione e di incontro per discutere sulle tematiche relative alla convivenza civica potrebbe essere favorita e coordinata dalla presenza di un’autorevole struttura come il Centro di Coordinamento Europeo, quale garante dei valori etici e civici condivisi e affermati a livello comunitario e svolgente il ruolo di strumento di intermediazione e di arbitraggio delle questioni e delle problematiche emergenti a livello locale, tenendo conto e nel rispetto delle differenti legislazioni emanate dalle istituzioni locali.

Risultati ulteriori conseguiti dal progetto

Il progetto ha impattato sui partecipanti non solo negli aspetti della riflessione e dello studio delle tematiche preposte, ma ha permesso anche di approfondire aspetti e tematiche poco considerate da parte dei giovani partecipanti. La creazione di nuovi e coinvolgenti strumenti di dialogo e di confronto tra i giovani partecipanti, tra cui un apposito forum online e un sito dedicato al progetto all’interno della piattaforma online della Società Geografica Italiana, ha stimolato la partecipazione, l’interesse e la creatività dei partecipanti verso l’individuazioni di idonee e condivise soluzioni sugli argomenti affrontati. In aggiunta, il progetto ha consentito di sviluppare le cosiddette soft skills necessarie per una vera e consapevole partecipazione alla vita democratica e ai processi decisionali di gruppo, tra cui emergono lo sviluppo di una nuova sensibilità verso il concetto di lobby e la capacità di veicolare e sostenere le proprie tesi attraverso argomentazioni valide e mediante dei dati e delle previsioni dimostrabili.

La Società Geografica Italiana nell'ambito del programma Erasmus plus –Dialogo Strutturato– ha vinto il presente progetto con lo scopo di sensibilizzare i giovani alle attività politiche e civili, sia come singoli sia come gruppo, per suscitare l’interesse e la fiducia necessaria verso le istituzioni europee. Alla luce di quanto detto, si è scelto di affrontare 4 tematiche (Mobilità; Cultura; Patrimonio; Partecipazione) che possono maggiormente interessare i giovani e sulle quali si ritiene gli stessi abbiano un’opinione derivante da esperienze concrete. Le 4 tematiche saranno affrontate utilizzando un approccio "blended", ossia mediante un coinvolgimento sia su base fisica, sia su base virtuale mediante la creazione di una community on line. In particolare, si vuole porre in essere un ciclo di assemblee che simuleranno il funzionamento delle istituzioni democratiche europee, e nella fattispecie del Parlamento europeo, ripercorrendone tutte le fasi. Le simulazioni saranno funzionali a stimolare l’interesse giovanile e a organizzare e sistematizzare il dialogo con i decision-makers, attraverso un apprendimento pratico e con modalità non formali. Il progetto è rivolto ai giovani under 30 che nelle loro attività abbiano sviluppato un interesse con i 4 topic individuati, i quali non dovranno avere né una formazione specifica, né un ruolo sociale particolare. La selezione avverrà sulla base delle domande pervenute. Al termine de progetto, i partecipanti otterranno la certificazione Youthpass, in cui verranno attestate le capacità acquisite nel corso del progetto.

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